Teresita

CI PARLI DI LEI

Una grande passione per lo sport e per il movimento mi hanno portato sulla strada della riabilitazione ortopedica. Ho cercato di usare l’esercizio fisico non solo come mezzo di allenamento ma anche a scopo terapeutico. Sono sempre più convinta che lo studio della meccanica articolare e la pratica regolare dell’attività fisica siano il mezzo più efficace non solo per prevenire ma anche per gestire molte patologie. La mia formazione di studi è piuttosto articolata. La scelta universitaria migliore per uno sportivo non può che essere la laurea in Scienze Motorie (già ISEF), è da qui che il mio percorso inizia per poi continuare con una laurea straniera e un master in chinesiologia e la Scuola di massofisioterapia, necessaria per affiancarsi alle professioni sanitarie. Nonostante il continuo aggiornamento che m’impone l’attività congressuale, ad oggi il mio percorso di studi è tutt’altro che concluso, mi sento ancora all’inizio considerata la vastità e la complessità della materia.

CI RACCONTI IL SUO PERCORSO E COME È DIVENTATA CIÒ CHE È?

36 _MG_3744 copiaLa passione per il mio lavoro, la grande curiosità ad imparare cose nuove e la voglia di affermazione sono state la mia guida. Tutto questo mi ha portato da una realtà individuale a sviluppare un’attività sempre più complessa. Solo grazie all’aiuto di collaboratori, seri e appassionati, oggi godo di una struttura ben organizzata dove operano assieme medici e terapisti. Ho il privilegio di lavorare in team e considero lo scambio di informazioni l’elemento essenziale per un’ulteriore crescita e sviluppo.

QUALI DIFFICOLTÀ HA INCONTRATO NEL SUO PERCORSO E QUALI OPPORTUNITÀ INVECE L’HANNO FATTA CRESCERE?

Essendo una donna avrei potuto incontrare difficoltà in famiglia invece, sotto questo profilo, mi ritengo molto fortunata. Le difficoltà più grandi che ho trovato sono state nell’investire tantissimo tempo per seguire congressi e convegni anche all’estero, per lavorare gratuitamente per l’università e per cercare di costruire una formazione uniforme da trasferire ai miei collaboratori. Tutto ciò è stato molto duro e difficile ma ha tutt’altro che spento il mio entusiasmo per il lavoro. Le difficoltà che ancor oggi incontro sono sempre legate alla formazione che non può essere sterile proprio per la peculiarità di questo lavoro: il rapporto costante con le persone. Chi si approccia a questo settore deve avere senso del dovere, altissima preparazione e molta umiltà il tutto condito da una grande capacità di ascolto.40 _MG_3788 copia
Le opportunità che mi hanno fatto crescere sono state molte, le più importanti sono state certamente il confronto con chi era più preparato di me professionalmente e che, generosamente, non rifiutava di spiegarmi le cose che non sapevo o non capivo. Naturalmente questi confronti non sono stati sempre idilliaci, ho preso qualche tegola in testa o perché non ero sufficientemente preparata o perché chiedevo cose già spiegate: questi sono stati i momenti più importanti per la mia crescita professionale, guai se non ci fossero stati!

COSA SI ASPETTA DAL FUTURO?

Ho un grande sogno, anzi grandissimo, e sto lavorando sodo perché si realizzi. Sto cercando di proporre un Corso di Laurea Magistrale in riabilitazione ortopedica che in Italia non esiste ancora. Istituzionalmente ci sono grosse difficoltà per uniformare diversi corsi di studio che avrebbero invece molte affinità. Il mio sogno sarebbe ottenere, grazie ad un approfondito e scientifico percorso di studi, Operatori ad elevata specializzazione – peraltro sempre più richiesti dal mercato del lavoro proprio in questo settore – che possano usare il movimento come terapia.

DA IMPRENDITRICE, E SOPRATTUTTO DA DONNA, QUALI CONSIGLI DAREBBE A CHI VUOLE AVVIARE LA PROPRIA ATTIVITÀ?

Suggerirei di non avere mai paura ma di prepararsi bene prima di intraprendere qualsiasi attività; il successo di ogni lavoro è determinato da una buona preparazione. Esorterei a non temere mai il confronto, anzi di cercarlo come preziosa fonte di istruzione e di riflessione per continuare a migliorarsi. Consiglierei di usare una delle peculiarità femminili più esclusive: l’intuito, che molte volte ci aiuta nelle scelte giuste. La sensibilità e la precisione, così come la determinazione e il coraggio sono altre doti di cui l’imprenditorialità ha molto bisogno e sono patrimonio che al mondo femminile non manca. Care giovani amiche, il mondo ci aspetta, non facciamolo attendere!

1 commento

  1. elisabetta contasta 2 anni |Rispondi

    ti faccio i complimenti! io sono logopedista , ho 55 anni e svolgo il mio lavoro prettamente con i bambini dal 1987. se avessi suggerimenti per trovare fondi e finanziamenti x intraprendere il percorso imprenditoriale nel mio campo, te ne sarei immensamente grata

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