Start-up in rosa, ecco i dati

La crisi sembra non spaventare le donne; dai dati recentemente pubblicati da Unioncamere-Infocamere emerge una fotografia estremamente incoraggiante dell’imprenditoria femminile.

Le imprese in rosa, infatti, continuano a guadagnare terreno su quelle maschili tant’è che rappresentano oggi il 21,4% delle aziende italiane, dato traducibile in ben 1,3 milioni di attività femminili.

Uno studio condotto mediante il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro fornisce, poi, un altro dato positivo: le donne sembrano aprire PMI con un ritmo molto più serrato rispetto agli uomini andando ad appropriarsi delle quote di mercato lasciate vuote dalla crisi.

I settori con la maggior concentrazione di quote rosa, in particolare, sono l’agroalimentare, quello legato ad attività finanziare e assicurative e a quelle scientifiche e tecniche.

Il settore agroalimentare, in questo periodo, sembra quello in grado di dare una chance in più alle imprenditrici offrendo possibilità interessanti soprattutto in vista di Expo 2015.
Il 29% delle imprese femminili si concentra già sul settore agroalimentare e turistico e, viene da sé, che i vantaggi che si possono trarre da un evento dell’importanza dell’Expo sono notevoli.

Le imprenditrici femminili hanno saputo conquistare spazio, piano piano, su un terreno ad appannaggio maschile.
Da questo periodo difficile hanno saputo trarre la forza di andare avanti e di trovare nuovi stimoli e spunti per reinventarsi.

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