Sabrina

COME HAI INIZIATO IL TUO LAVORO?

Il mio percorso è strettamente legato a quello dell’azienda, familiare, sorta nel 1971: mio padre produceva pane per la grande distribuzione. Nel 1992 arrivò poi la svolta: i miei infatti, dopo aver ampliato l’attività, si sono trovati nella condizione di chiederci cosa volevamo fare perché per loro era diventato troppo impegnativo. In quel momento io e mia sorella Giovanna abbiamo abbandonato l’università per supportare l’azienda e dare inizio ad una nuova fase della vita aziendale.

RACCONTACI IL TUO PERCORSO, COME SEI DIVENTATA QUEL CHE SEI?
Il mio percorso in azienda inizia appunto nel 1992. Ricordo con immenso piacere il primo negozio. Il vecchio panificio era sorto dietro casa, e così quasi per scherzo abbiamo preso un vecchio banco e uno scaffale ritirato da un supermercato per l’esposizione del pane rimasto dalle consegne all’ingrosso. Di lì in poi è stata un’esplosione. Avevamo la coda di gente che si fermava e prendere il pane e ci chiedeva anche qual05 _MG_0346che dolce. Ecco quindi la produzione di focacce (la fugassa veneta) e l’inizio della produzione del reparto pasticceria. Il passo di trasferirci in un nuovo laboratorio ben più ampio e strutturato e stato obbligato e a fine del 1993 avevamo già trasferito la produzione nel nuovo sito. Comincia a quel punto l’espansione dei negozi, fino a giungere all’attuale numero di sette punti vendita. Abbiamo optato per una produzione centralizzata che andasse a confluire nei punti vendita, posti nelle vicinanze, con l’obiettivo ultimo di preservare la freschezza dei nostri prodotti. Attualmente siamo tre sorelle: io, Giovanna ed Elena.
Si tratta di un lavoro particolarmente impegnativo che ha coinvolto tutta la famiglia. Un’attività costruita naturalmente su rinunce e sacrifici, ma che ha potuto contare sull’aiuto di tutti: ora che i nuclei familiari sono tre, i mariti sono i nostri punti forza nella produzione, nonostante la natura impegnativa del lavoro, possiamo concederci un pò di spazio per vivere con le nostre famiglie.

QUALI DIFFICOLTÀ HAI INCONTRATO NEL TUO PERCORSO E QUALI OPPORTUNITÀ INVECE TI HANNO FATTA CRESCERE?
Abbiamo tutte due o tre figli, e non è facile conciliare vita famigliare e vita aziendale, ce la facciamo solo perché siamo un team. Credo inoltre che un’altra difficoltà sia stata quella di prendere consapevolezza del fatto che ci siano dei ruoli fissi nella società, che implicano che certe cose debbano essere necessariamente fatte dalle mamme. È una questione culturale, che deve essere superata.
Più che una difficoltà, un particolare che ricordo con amarezza è legato al pregiudizio sull’imprenditorialità femminile. 12 _MG_3246Ricordo che da piccola soffrivo quando dicevano a mio padre che aveva delle figlie femmine rivolgendosi a lui con “povero Marco” questo è il nome di mio papà, considerando quasi impossibile che un’attività come la nostra potesse essere portata avanti da donne.
A questo proposito tengo a sottolineare che l’azienda si fonda attualmente su un’imprenditorialità tutta femminile, e che va avanti con successo nonostante gli antichi pregiudizi.
Per quanto attiene alle difficoltà invece, devo ammettere che le fasi negative, di crisi e concorrenza, ci hanno portato a lavorare meglio. Le difficoltà ci sono, e si ripresenteranno sempre, ma fanno parte del gioco, e in molti casi innescano stimoli per trovare nuove formule.

QUALI SONO I TUOI PROGETTI PER IL FUTURO?
Nel futuro vedo un’attività sempre più varia: dovremmo cercare di soddisfare sempre più esigenze e fornire servizi alternativi. Bisogna essere duttile per adattarsi ai cambi del mercato in modo molto veloce.

DA IMPRENDITRICE, E SOPRATTUTTO DONNA, QUALI CONSIGLI DARESTI A CHI VUOLE AVVIARE LA PROPRIA ATTIVITÀ?
Di valutare i propri limiti. Nel senso che quando una persona decide di fare l’imprenditore deve fare delle scelte, dettate da ciò a cui si è disposti a rinunciare.
Bisogna sempre puntare in alto, anche se non è detto che si riesca a raggiungere ciò che si vuole.
Mirare in alto, si, ma facendo piccoli passi, è un consiglio che mi sento di dare vista la situazione attuale. Insomma: pensare in grande e partire in piccolo.

2 commenti

  1. Bravissima….. La mia massima stima alle donne imprenditrici come noi che inseguono i loro sogni e si prefiggono degli obiettivi nonostante il grosso impegno quotidiano dedicato alla famiglia.

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