Quanto costa aprire una Partita IVA?

La Partita IVA è la carta d’identità di un’attività imprenditoriale, sia essa un’attività autonoma o una ditta individuale, ed è emessa dall’Agenzia delle Entrate, o da un qualsiasi intermediario abilitato al servizio Entratel. A partire dal 1° dicembre 2001, il numero di Partita IVA, ha validità su tutto il territorio nazionale e rimane invariato per tutto il periodo in cui un’attività rimane in essere. Nello specifico, si presenta come un codice numerico composto da 11 cifre che rappresentano il numero di matricola, il codice dell’ufficio provinciale che l’ha rilasciata e un codice di controllo finale per verificare la correttezza delle cifre precedenti.

L’apertura di una partita IVA presso l’Agenzia delle entrate non prevede nessun esborso di denaro ma viene concessa tramite apposito modello da compilare; altresì, per il mantenimento nel breve e nel medio periodo, il neo imprenditore dovrà incorrere ad alcune spese che andremo a vedere nel dettaglio.

COMMERCIALISTA
Se ci si vuole affidare ad un professionista per aprire la Partita IVA, bisogna tenere conto, ovviamente, del suo onorario; il tariffario può essere molto flessibile e può variare sia in base all’ubicazione territoriale che al rango del professionista prescelto: in alcuni casi le spese si aggirano all’incirca sui 200 euro mentre altri commercialisti potrebbero farlo addirittura gratuitamente, prevedendo che nel futuro il neo imprenditore possa avere bisogno delle sue prestazioni professionali. In ogni caso chi decidesse di aprire la Partita IVA in completa autonomia deve seguire questi semplici passaggi: per prima cosa individuare il proprio codice atecofin, successivamente scaricare il Modello Apertura partita IVA AA9/12, compilarlo e presentarlo all’Agenzia delle Entrate di competenza, senza sostenere ulteriori costi iniziali.

Per ogni soggetto che intenda proseguire la propria carriera professionale in autonomia, la voce di spesa che grava maggiormente sul bilancio, è quella relativa al mantenimento della Partita IVA, che deriva direttamente dalla gestione che la ditta individuale comporta. Le leve che contribuiscono alla variazione del costo del commercialista è la tipologia di attività svolta dall’imprenditore, il regime fiscale scelto per la sua attività, il volume d’affari, la quantità di fatture emesse e le eventuali operazioni effettuate con clienti esteri.

ISCRIZIONE ALLA CAMERA DI COMMERCIO
Il costo dell’iscrizione è di circa 100 euro all’anno, da versare al momento della registrazione o entro i 30 giorni successivi. Il diritto camerale è un tributo che tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese devono pagare ogni anno alla Camera di Commercio del territorio. L’iscrizione è obbligatoria per le ditte individuali (artigiani o commercianti), mentre è facoltativa per gli autonomi.

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI
I contributi INPS 2016 per artigiani e commercianti prevedono un’aliquota del 23,10% (circolare INPS 15/2016). Il pagamento dei contributi minimi obbligatori deve essere effettuato in quattro rate trimestrali alle seguenti date: 16 maggio, 22 agosto, 16 novembre e 16 febbraio 2017. A questo è necessario aggiungere una quota percentuale calcolata in base al reddito dichiarato.

IMPOSTE
In attesa della Riforma del Fisco annunciata per il 2018 L’IRPEF e l’IRAP, restano anche per il 2016 calcolate in percentuale sul reddito dichiarato. L’IRPEF è pari al 23-27% per redditi fino a 28.000 euro, l’IRAP è pari 3.90%. Di norma, senza considerare il regime forfettario, circa il 35% di quanto un’impresa o un professionista fattura – al netto dei costi – sarà assorbito dal fisco.

Rispondi

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vuoi essere “BRAVA” anche tu? Iscriviti al progetto e scopri tutte le opportunità
iscriviti al progetto
Privacy Policy
Contact Form








×