L’importanza del crowdfunding

Il crowdfunding, o finanziamento collettivo, è un fenomeno diffusosi a macchia d’olio in tutto il mondo e che sta riscuotendo un grande successo anche in Italia.

Il termine racchiude in sé due diversi concetti: quello di folla ( crowd) e di finanziamento ( funding) e viene spesso equiparato ad una moderna raccolta fondi.

Il crowdfunding, infatti, presenta numerosi aspetti di modernità dato che utilizza il web, e i social media in particolare, per ricercare finanziamenti. Alla base del processo vi è il conferimento, da parte di finanziatori, di somme di denaro di diversa entità ad un progetto sfruttando specifici siti internet.

I finanziatori possono ricevere, in cambio, una ricompensa oppure un titolo di partecipazione alla società: in questo caso si parla di “Equity-based Crowfunding”.

Le piattaforme di crowdfunding si sono dimostrate estremamente efficaci nella promozione dei progetti e, di conseguenza, nella raccolta fondi. Il grande punto di forza di queste moderne piattaforme sta proprio nella loro capacità di sfruttare al meglio i numerosi canali comunicativi messi a disposizione dal web amplificando così il proprio messaggio.

Come sopravvivono queste piattaforme? Molto spesso, il loro modello di business si basa sul trattenere una somma di denaro sui progetti finanziati. Si tratta tuttavia di un modello variabile che coesiste insieme ad altre forme di crowdfunding, vediamole insieme.

Donation/rewards crowdfunding: a seguito di una donazione è prevista una ricompensa di carattere non finanziario ( prodotto, gadget ecc.);

Equity Crowdfunding: il modello prevede un finanziamento in cambio di quote di partecipazione nella società.

Il fenomeno, in Italia, è regolamentato da una normativa specifica solo in relazione all’equity crowfunding. In particolare, ad occuparsi di questo modello di business è il Decreto Legge n. 170/2012 (convertito nella legge 17 dicembre 2012, n. 221) introdotto per fornire al nostro Paese stimoli di crescita. In quest’ottica, l’equity crowdfunding è visto come uno strumento che può favorire lo sviluppo delle start-up attraverso grazie ai finanziamenti messi a disposizione.

Attualmente spetta alla Consob il compito di disciplinare i diversi aspetti del crowdfundig  verificando l’affidabilità delle piattaforme e degli investitori.

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