APE: in pensione anche a 63 anni

L’anticipo pensionistico a 63 anni (d’ora in avanti chiamato con l’acronimo APE) è il nuovo progetto che consentirà ai lavoratori di entrare anticipatamente in età pensionabile al raggiungimento del 63esimo anno di età. Il provvedimento che dovrebbe entrare ufficialmente in vigore con la Legge di Stabilità 2017, coinvolgerà i lavoratori dipendenti, del pubblico impiego, autonomi e parasubordinati, che a partire dal 1° gennaio 2017 al compimento dei 63 anni d’età, mancheranno non più di 3 anni e 7 mesi al raggiungimento del perfezionamento della pensione di vecchiaia.

L’introduzione in via sperimentale durerà per il biennio 2017-2018 tenendo aperta la possibilità di allungare il periodo di test in base ai risultati. Le risorse per finanziare il progetto saranno erogate da enti privati (banche, assicurazioni) tramite l’INPS: i prestiti dovranno essere poi restituiti con rate costanti al momento del raggiungimento della pensione tramite prelievo che durerà 20 anni.

In sintesi: i “pre-pensionati” otterranno un prestito mensile non gravato da tasse fino al momento in cui avranno maturato gli anni per la pensione di vecchiaia. Da quel momento dovranno cominciare a rimborsare il capitale con gli interessi, ma attenzione, il prestito verrà concesso solo a quei soggetti che raggiungeranno un valore minimo di pensione, non ancora fissato al momento. All’atto di sottoscrivere il prestito, il lavoratore dovrà dotarsi di assicurazione in caso morte anticipata, per evitare che il restante importo da restituire possa gravare sulla pensione di reversibilità eventualmente percepita dagli eredi.

L’APE AGEVOLATO

Per evitare pesanti ritorni sui lavoratori dovuti al rimborso che dovrà essere effettuato agli istituti bancari, il Governo prevederà dei bonus fiscali o dei trasferimenti monetari diretti in modo da ripagare interamente l’anticipo. In questo modo si cerca di garantire una pensione che non scenda sotto la soglia minima pur essendoci in atto gli oneri di restituzione del prestito.

Chi potrà accedere all’APE agevolato?

  • soggetti disoccupati e senza reddito;
  • lavoratori impegnati in attività gravose;
  • lavoratori in condizioni di salute particolari;
  • lavoratori con carichi di lavoro legati alla presenza di parenti con grave disabilità.

APE E IMPRESE

Lavoratori ed imprese potranno altresì trovare un accordo, per agevolare la scelta del dipendente, che andrà a sostenere i costi dell’APE attraverso un versamento INPS di una contribuzione correlata alla retribuzione percepita prima della cessazione del rapporto di lavoro. In questo modo si avrà un aumento della pensione tale da riuscire a compensare gli oneri stessi dell’APE.

Image Credit: shutterstock

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